Investimento in cultura e capitale umano in Valbormida

Sono sempre stato assolutamente convinto che soprattutto nei piccoli centri di provincia l’offerta culturale sia estremamente importante per favorire la coesione nella comunità e tenerla viva, presente, attenta al territorio in cui vive.

Le vicende dell’emergenza pandemica Covid-19 hanno tali dimensioni e portata che graveranno sulle espressioni della cultura e della società anche valbormidese per un tempo non breve.

Problemi di rinvio o di arresto delle attività, di perdita di redditi e finanziamenti, di carenza di risorse anche umane, di blocchi di programmazione non sono espressione solo di una fase transitoria, ma segnalano che è necessaria anche una proposta aggiornata per la formazione d di capitale umano.

Ecco perché è urgente un ripensamento del ruolo delle Amministrazioni comunali, che si deve esprimere mobilitando le capacità di progettazione e ricerca, valorizzando al massimo le capacità di innovazione delle giovani generazioni.

Sei sono gli ambiti principali su cui si deve iniziare a lavorare: musei, sistema bibliotecario, formazione musicale, spettacolo, associazionismo culturale e patrimonio culturale. Tutti settori nei quali è necessario un ripensamento e una nuova progettazione.

La cultura o se preferite il capitale umano, in questo territorio, andrebbe considerato alla stessa stregua di quelli economico e turistico, semplificando la burocrazia, definendo le modalità di apertura degli spazi culturali, prevendendo interventi straordinari per garantire la sostenibilità economica del sistema a fronte delle minori entrate, sostenendo la domanda culturale con strumenti innovativi in favore delle famiglie e dei giovani.

Stiamo parlando per chi vuole vedere davvero un po’ più in là, di investimenti. Investimenti in capitale umano.

Oggi nel sistema culturale valbormidese c’è troppa frammentazione, scarsi obiettivi e mancanza di solidi partnet, un numero ridotto di qualificate direzioni artistiche, uno scarso attivo coinvolgimento dei giovani nelle professioni artistiche, modelli organizzativi poco propensi a pensarsi “impresa”, con la promozione accentrata pressoché esclusivamente su qualche sempre più raro “grande evento”. Aggiungiamo poi il rapporto con il pubblico basato su modelli palesemente desueti e la scarsa propensione all’innovazione tecnologica.

Gli “obiettivi” di un buon amministratore oggi dovrebbero essere quelli di puntare a realizzare il “Sistema culturale della ValBormida”, pensato come un intreccio di sistemi, da quello comunale a quello comprensoriale.

Accanto a questo, si deve attuare un’attività concreta di promozione culturale (a 360°!) nei confronti dei giovani, che li metta al centro dei progetti.

Tutto questo va realizzato anche attraverso un nuovo e maggiore coinvolgimento dell’associazionismo e del volontariato su basi più moderne e dinamiche. Un sistema di sinergie per attivare progetti di valorizzazione del patrimonio culturale come elemento dello sviluppo locale.