G20 di Roma: si è raggiunta un’intesa senza impegni

Concludere il G20 di Roma senza alcuna intesa su come arginare la crisi climatica sarebbe stato un fallimento storico. Così i grandi del mondo si sono messi d’accordo per trovare un compromesso che lascia aperti alcuni interrogativi, a cominciare dalla vaghezza sull’orizzonte temporale entro cui raggiungere la neutralità carbonica. La dicitura “entro o intorno a metà secolo”, infatti, è considerata da più parti un cedimento rispetto alla linea originale dell’asse transatlantico, che puntava a estendere a tutti la scadenza del 2050.

Mi verrebbe da dire che si è raggiunta un’intesa senza impegni, e in un momento storico così importante, pur essendo speranza non sepolta, è forse troppo poco.

Parole deboli, prive sia di ambizione che di visione di orizzonti temporali.
Come sempre la rigidità di alcuni attori di primo piano del G20, come Cina, Russia e Arabia Saudita avevano già indicato il 2060 come orizzonte entro cui raggiungere l’equilibrio tra emissioni e assorbimento di anidride carbonica, e nulla hanno potuto i corteggiamenti e le attenzioni al premier indiano Modi per strappargli un impegno per il 2050.

L’obiettivo di limitare il riscaldamento globale all’1,5 è rimasto, e per la prima volta è accompagnato da una deadline, come c’è l’impegno
sottoscritto da tutti i leader, a fermare il finanziamento di centrali a carbone entro la fine dell’anno, E poi ci sono gli alberi: il G20 si impegna a piantarne 1.000 miliardi entro i prossimi nove anni. “Riconoscendo l’urgenza di combattere il degrado del suolo e creare nuovi vasche di assorbimento del carbonio, condividiamo l’obiettivo ambizioso di piantare collettivamente 1.000 miliardi di alberi, concentrandoci sugli ecosistemi più degradati del pianeta”.

Cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno sperando davvero che il senso di urgenza ci sia e sia stato condiviso da tutti.. Ora la palla della terra è passata al Cop26 con la questione più delicata di tutte: come massimizzare la riduzione delle emissioni nei prossimi dieci anni, i più decisivi per contraddire le accuse di Greta sul “bla bla bla” … ma in realtà per vivere!

Che ricordiamocelo … il 97,3 % della nostra Casa è costituito da biomassa, noi, ne occupiamo lo 0,01% , quindi visti dall’alto, neanche siamo visibili.
Eppure, ci permettiamo di “sporcare” tutto.
Io, se a casa mia, qualcuno facesse tutto il casino che stiamo facendo, lo accompagnerei alla porta.
Subito.
Ma invece no, la Terra ci continua a dare possibilità.