Un nuovo piano regolatore per una Città a misura d’uomo

Quello che ognuno di noi ha imparato dal lockdown a causa della pandemia covid 19 è l’importanza di avere spazi verdi vicini alle proprie abitazioni, accesso ai servizi anche in remoto, possibilità di spostarsi ed incontrarsi in sicurezza, respirare aria pulita, mangiare cibi sani … insomma prendersi cura di se stessi.

E se parlate con un Agente Immobiliare vi può confermare la crescente domanda di immobili autonomi da ristrutturare e, in ogni caso, vicini alla campagna e agli spazi verdi.

E’ stata di fatto sancita la fine di un epoca, quella dello sviluppo immobiliare nei grandi condomìni urbani di cui anche la CIttà in cui vivo è satura.

Da anni si parla di un nuovo piano regolatore (oggi si chiama PUC) per la mia Città ma a quanto pare se ne sono perse le tracce. A questo punto forse meglio così e dare l’opportunità alla prossima Amministrazione che verrà eletta nel 2022 di disegnare con le proprie idee lo sviluppo urbanistico dei prossimi anni.

A mio modo di vedere è arrivato il momento di dire davvero stop alle nuove edificazioni, se non di completamento del tessuto urbano esistente. La città si è allargata anche troppo e adesso è venuta l’ora di rendere più bello ed energeticamente sostenibile quello che c’è andando di pari passo a valorizzare le periferie.

Se il concesso di “sviluppo circolare” è nato come risposta ai limiti delle risorse del pianeta, la sua applicazione delle città deve mostrare risvolti sempre più caratterizzati da benefici eonomici e sociali che, in questo caso, sono rappresentati dalla vivibilità della città.

E allora pensiamo ad una moderna destinazione urbana su tutta la grande area che si presenta in quello che viene definito “l’oltrebormida cairese”. La creazione di un grande spazio sostenibile che dal centro cittadino si dirama fino all’area comunale del convento francescano ma anche rispetto alle aree che si affacciano al territorio di Rocchetta di Cairo. Pensiamo al riutilizzo degli spazi vuoti o abbandonati per la creazione di nuovi orti urbani.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi mesi è l’importanza di una nuova dimensione umana delle città che deve farsi largo tra gli elementi della riqualificazone cittadina capaci di ridisegnare il futuro post-pandemia.