Non chiamiamolo più “Ospedale”

L’agonia che negli ultimi anni ha visto protagonista l’Ospedale San Giuseppe di Cairo è giunta oramai  al capolinea.

Prima il progetto di “privatizzazione”, poi le solite carte bollate ed oggi un sostanziale dietro front che ne rende del tutto nebuloso il futuro.

Nel frattempo la struttura ospedaliera è stata smantellata in maniera quasi irreversibile. Servirebbe  una manovra finanziaria di carattere eccezionale da parte di Regione e ASL per recuperare sul nosocomio cairese le risorse che sono state trasferite (anche in termini di personale) per rimpolpare gli organici soprattutto dell’Ospedale San Paolo di Savona.

Altri professionisti, per lo più medici, hanno preferito altri incarichi in altre ASL di fronte all’incertezza della “privatizzazione” e alla mancanza di prospettive per la loro carriera.

Quello che accadrà ora è facilmente immaginabile. Si aprirà uno straccio di punto di primo intervento (ma solo per 12 ore diurne), forse un pò di riabilitazione, prelievi e un pò di radiologia (ma non troppa) anche perchè radiologi e tecnici radiologi sono contati.

Le due nuove sale operatorie sono  chiuse da mesi e anche prima erano  gravemente sotto utilizzate.

Ecco perchè realisticamente e con amarezza inviterei tutti i Valbormidesi a non chiamarlo più “Ospedale” … quello non c’è più.

Chiamiamolo poliambulatorio, chissà magari Country Hospital (struttura sociosanitaria territoriale che si rivolge prevalentemente a persone anziane), centro di assistenza sanitaria … potremmo magari pensare ad un concorso di idee per dargli un nominativo ma non chiamiamolo più Ospedale.

Ultima considerazione. Negli anni in cui sono stato Sindaco, spesso sono stato giudicato per l’operatività  dell’Ospedale di Cairo. Ricordo che ciò mi procurava preoccupazione anche perchè  nonostante le proteste e la buona fede spesso non riuscivo ad incidere sui servizi come desideravamo. Eravamo tra tutti riusciti a mantenere comunque uno straccio di Ospedale in piedi. Mi dimisi da Presidente del Distretto SocioSanitario nel 2017, alla fine del mio percorso, in polemica con i miei colleghi Sindaci che strizzavano l’occhio alla privatizzazione. Rimango anche dell’idea di aver fatto la cosa giusta.

Oggi leggo che il nostro Sindaco, che già sul tema aveva messo a disposizione le sue dimissioni e che si è sempre dichiarato a favore della privatizzazione, subordina la sua ricandidatura alla soluzione del problema.

Gli dico pubblicamente che fa male. Non entro nel merito delle sue scelte politiche di inizio mandato (sbagliate) ma oggi è alla fine del suo primo mandato amministrativo e la sua ricandidatura è dovuta ai cairesi. E’ la classica prova del nove a cui un buon Sindaco si sottopone e a cui farebbe male a sottrarsi. Magari questa volta con qualche promessa in meno e un vero ospedale in più …..