Corollario: a Singapore la sanità è completamente privata con qualche sovvenzione in base al reddito solo ai singaporiani e ai permanent resident —> Se non hai un assicurazione sanitaria “puoi morire”.
Con la pandemia il governo ha deciso di passare le cure gratis limitatamente al Covid, una scelta utilitaristica e assolutamente non umanitaria. Il che rende (con queste premesse) perfettamente coerente sospenderla a chi non si allinea vaccinandosi.
Lo dico perché dopo il precedente dell’assessore laziale a qualcuno non venga in mente di copiare quel modello in Italia.
A Singapore non rinunciano all’universalità delle cure, non sanno nemmeno cos’è.
Per noi sarebbe la morte e sepoltura di un valore enorme e caposaldo della Repubblica. Pensiamoci, così tanto da non farci sconvolgere non tanto dalla notizia che a Singapore non passeranno più le cure mediche gratuite a chi non si vaccina, quanto dal modo in cui è stata data ed è stata commentata da migliaia e migliaia di persone.
La sanità privata non è una conquista e lede il diritto alla salute.
La sfida non può essere tra pubblico e privato.
La sfida è per la nostra Italia un’altra, e dovrebbe essere quella di riuscire a garantire la prossimità e la proattività delle cure non solo attraverso gli investimenti previsti e certo necessari ad aumentare la operatività dei professionisti che lavorano nell’ambito delle Cure Primarie (Case della Comunità – Ospedali di Comunità), ma anche di assicurare una risposta di cura strutturata, cioè inserita in modo chiaro nella organizzazione aziendale e, quindi, capace di superare gli ostacoli e le criticità che ad oggi in Italia (e in tutti i sistemi sanitari europei) hanno impedito un accesso alle cure uguale a prescindere dal livello socio-culturale, dall’area geografica di residenza (si pensi al tema delle aree interne), dal genere di appartenenza.
Abbiamo molto da fare e quel modo non è applaudire a Singapore, ma è:
- Stabilizzare precari e garantire piena e buona occupazione.
- Formare, qualificare e valorizzare competenze e professionalità.
- Investire, cogliere le opportunità delle ingenti risorse europee, a partire dal Pnrr, per avviare uno straordinario piano di investimenti su strutture, tecnologie e personale.
- Potenziare la prevenzione per evitare che gli ospedali si trasformino in luoghi di assistenza rafforzando i distretti sanitari, potenziando la rete dei medici di base per favorire telemedicina e cure domiciliari.
- Abbattere le Liste di attesa, pretendere tempi rapidi e certi.
- Migliorare e favorire i Servizi territoriali: contrastare la denatalità, supportare la genitorialità, incrementare attrattività dei territori per gli investimenti produttivi, riorganizzare percorsi formativi, favorire l’invecchiamento attivo, garantire adeguati livelli di cura alle persone con particolare attenzione alla medicina di genere.
- Investire sulle strutture per il ‘dopo di noi’, riabilitazione, servizi psichiatrici, servizi per i disabili.
- Potenziare gli ospedali
- Assicurare percorsi e strutture che garantiscono una vera ed efficace lotta alle pandemie, assicurare dispositivi di protezione e sorveglianza sanitaria agli operatori.
- Dettare Regole certe sul sistema degli appalti dove spesso operano competenze e professionalità indispensabili per garantire l’insieme dei servizi e delle prestazioni sanitarie. Affidare gli appalti a società che non applicano i contratti pirata.
Non invidiare sempre gli altri senza neppure conoscerli, ma migliorare noi stessi. E qualche volta sentirci fortunati.
Abbiamo cure e vaccini gratis.