Superbonus 110: banca o general contractor?

In queste ultime settimane moltissime persone prima scettiche sui superbonus edilizia si sono determinate a percorrerne la strada per ristrutturare le proprie case.

Tra le domande che sempre più spesso mi vengono poste vi è quella relativa al percorso da adottare per ottenere la cessione del credito e, per i più che non hanno la possibilità o non ritengono opportuno caricare il credito di imposta sul proprio cassetto fiscale per ottenere la detrazione nei prossimi cinque anni di imposta, le strade sono sostanzialmente due: la Banca o il “General Contractor”.

E’ bene sapere che sono due strade sostanzialmente diverse con percorsi formali molto diversi tra loro.

Con la Banca (ogni Istituto ha oramai la sua piattaforma per il 110) di norma l’offerta prevede un “prezzo di acquisto del 110” (qui le percentuali sono le più svariate) e un “finanziamento ponte” che viene erogato normalmente su un conto dedicato per i pagamenti che il cliente dovrà emettere alle imprese che eseguono i lavori. Con la maturazione dei SAL 30% e 60% e alla fine lavori, il tecnico incaricato dal privato dovrà procedere alle asseverazioni e aiutare il cliente a presentare in Banca la documentazione necessaria alla cessione del credito che, controllato dall’Istituto, contribuirà all’abbattimento del finanziamento su cui, naturalmente, saranno maturati gli interessi. Molta attenzione, in questo caso, va data alla cessione del credito che, spesso, viene proposta con la formula “pro solvendo” e quindi con rischio sulle sue sorti in capo al cedente. Le “sorti” del cantiere (ritardi/contenziosi) sono tutti in capo al cliente.

I c.d. General Contractor sono invece società spesso aventi la qualifica di ESCO e partecipate da società già operanti nel campo della vendita di energia o gas/petroli e derivati, che si propongono, dietro la sottoscrizione di un contratto di appalto, di consegnare il lavoro chiavi in mano al privato committente.

In questo caso la concorrenza ha fatto si che tutti i lavori rientranti nel 110% siano offerti al privato a zero spese ed è giusto sapere che il General Contractor andrà a marginare anche sulla scontistica che pretenderà dal subappaltatore/impresa che verrà individuata (spesso in accordo con il cliente) per l’esecuzione materiale dei lavori. Con i G.C. spesso la cessione del credito fiscale è offerta con la formula “pro soluto” con liberazione di ogni responsabilità in capo al cedente committente.

Mio consiglio finale. Ognuno segua la strada che lo convince maggiormente ma attenzione ai dettagli contrttuali, quelli possono davvero fare la differenza…