Il castello di Cairo, un ambizioso progetto di recupero e di valorizzazione culturale

Perimetro_Cinta_Muraria

La storia del possente castello, sulla rocca che sovrasta Cairo, inizia nel XII secolo con il Marchese Bonifacio Del Vasto, signore del luogo, di dinastia aleramica, ricco e generoso. E’ una dimora grandiosa, con le mura che arrivano fino al piano a difendere le famiglie del borgo e ben sette torri lungo la cinta. Il fumo di cinque camini sale in cielo a indicare la presenza del feudatario, che dal punto più alto domina la vallata e lo sguardo si perde oltre la torre di Rocchetta, oltre Dego e il Carretto, su, fino a Roccaverano.
Nel castello di Cairo si succederanno gli eredi, Enrico del Vasto, Ottone, Manfredo e Ugone Del Carretto, finchè il feudo diventerà patrimonio prima dei Marchesi di Saluzzo, poi degli Scarampi. Vi passeranno personaggi illustri come papa Innocenzo IV in transito verso Lione e Corradino di Svevia, ma anche poeti, trovatori e menestrelli. Più avanti sarà teatro di fatti d’armi cruenti che piano piano lo ridurranno in macerie.
Per circa mezzo secolo il nostro castello è stato un simbolo, un punto di riferimento della Città, emblema di forza e prosperità, a tratti di sfarzo e di ostentato benessere. Una fortezza della quale andare fieri.
Il progetto di restauro e consolidamento strutturale, per un importo iniziale di un milione di euro, interamente finanziato dallo Stato, è avviato dall’Amministrazione Chebello nel 2001. Si susseguiranno altri lotti di lavori e altri finanziamenti, 600 mila euro a carico dello Stato, 300 mila a carico della Regione Liguria, un centinaio a carico del Comune, fino ai giorni nostri con l’ultimazione del piano di recupero che prevede la costruzione di un’area spettacoli, finanziata per circa 200 mila euro dalla Regione Liguria con i fondi PAR-Fas e per i restanti 50 mila euro direttamente dal Comune di Cairo.
Uno sforzo immenso, come si può notare, che sta per restituire alla Città un luogo emozionante, carico di storia e suggestivo ad iniziare dalla via di accesso che dal livello della strada carrabile si inerpica su per la collina, offrendo l’occasione per una straordinaria passeggiata.
Ho sempre creduto in questo progetto e mi sono personalmente impegnato perchè giungesse a conclusione nel modo migliore.
Penso sia importante valorizzare quanto resta del passato, renderlo testimonianza fruibile a beneficio soprattutto dei giovani, che dalla storia hanno più che mai bisogno di trarre segnali utili per comprendere il presente, per fermarsi a riflettere, per ricavarne chiavi di lettura e stimoli per approfondire. Ma anche per noi che oggi amiamo così tanto rifugiarci nelle cose di una volta, in quello che siamo stati, anche in tempi lontani, per sentirci subito meglio, rinfrancati.
Vorrei che il castello diventasse un luogo praticato.
Dove la gente va a fare una passeggiata, ad assistere a uno spettacolo, a guardare Cairo dall’alto, a stare un po’ nel verde.
Vorrei che tornasse a essere un punto fermo. Un bel posto a disposizione di tutti. Patrimonio di tutti.
Il mio impegno continuerà perchè questo accada.Copertina_Disco_Creuza
Perchè è un lavoro finito, che resta, e che in qualche modo deve farci sentire orgogliosi. Un nuovo simbolo di appartenenza alla comunità: questa mi sembra la sua dimensione ideale.
L’inaugurazione dell’area culturale del castello dei Del Carretto e l’apertura del sentiero pedonale sono in programma domenica 3 agosto 2014 a partire dalle ore 21.
Dove un tempo si esibiva il trovatore provenzale Rambaldo De Vaqueiras, la serata prevede una prima parte dedicata all’esecuzione di uno degli album indimenticabili della canzone d’autore italiana, Crêuza de mä, autentico capolavoro di Fabrizio De Andrè, interpretato per l’occasione da Elena Buttiero, Eliana Zunino e Ferdinando Molteni e una seconda parte incentrata sulla presentazione del Premio Nazionale “Città di Cairo Montenotte – Mario Panseri” destinato ad un giovane cantautore italiano, con l’esecuzione di un tributo a Mario Panseri, classici ed inediti, ad opera dei musicisti Alessandro Delfino, Bruno Giordano e Claudio Massola con la testimonianza di Vanni Perrone.
Mi piacerebbe, davvero, che ci fosse tanta gente, che la fine di un lavoro così lungo e atteso stimolasse la voglia di non mancare, di essere testimoni di un piccolo grande evento che, ne sono certo, in ogni caso non dimenticheremo.

[accordions] [accordion title=”Crediti” visible=”no”]Immagine del titolo: castello dei Del Carretto durante i lavori di restauro – Fotografia di Alessandro Beltrame
Immagine aerea del castello dei Del Carretto con perimetro della ex cinta muraria – Fotografia di Alessandro Beltrame
Copertina del disco “Crêuza de mä” di Fabrizio De André – Ricordi 1984[/accordion][/accordions]

Comments

Raffaela Sannino

Poteva addirittura esser completato secondo l’originale forma a parallelepipedo, lasciando ben a vista la ricostruita struttura.