L’approvazione da parte del Consiglio Comunale cairese dell’istituzione del registro per il deposito del testamento biologico apre, anche nella nostra Città, il dibattito di natura anche etica, sull’opportunità di creare questi registri e sul diritto di disporre delle proprie volontà nel caso di morte celebrale: i cosiddetti trattamenti di fine vita.
La legge italiana sancisce il diritto di ogni paziente di consocere la verità sulla propria malattia e il diritto di acconsentire o non acconsentire le cure proposte ( il cosiddetto consenso informato). In condizioni molto gravi, tuttavia, il paziente potrebbe non essere in grado di esprimere le proprie volontà.
Si parla quindi di “testamento biologico” per intendere l’atto con cui una persona dichiara, in perfetta lucidità mentale, quali terapie accettare nel caso si trovasse in condizioni di incapacità.
Nel 2001 l’Italia ha ratificato la convenzione di Oviedo del 1997, che stabilisce che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento non è in grado di esprimere la propria volontà, saranno tenuti in considerazione”. Inolttre, secondo il Comitato per la Bioetica, “i medici dovranno non solo tenere in considerazione le direttive anticipate, scritte su un foglio firmato dall’interessato, ma anche giustificare per iscritto le azioni che violeranno tale attività”.
In assenza di una legge sul “testamento biologico” penso sia importante comunque favorire il deposito delle proprie volontà in forma ufficiale in un registro tenuto dal Comune di propria residenza.
Faccio mie le motivazioni che hanno portato una persona come il professor Umberto Veronesi a sostenere questa iniziativa in tutta Italia, annunciando quali erano i tre motivi per cui aveva deciso di scrivere di proprio pugno il testamento biologico: “le mie note convinzioni sulla libertà di disporre della propria vita, l’amore profonto per i miei famigliari, che non voglio siano mai straziati dal dubbio sul che fare della mia esistenza e la fiducia e il rispetto per i medici che si prenderanno cura di me…”
Sarò il primo a depositare il mio testamento, eccolo:
[blockquote]Io sottoscritto Fulvio Briano, nato a Savona il 26 dicembre 1970, nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta, dispongo quanto segue: in caso di malattia o lesione trumatica cerebrale irreversibile e invalidante chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico o di sostegno (nutrizione e idratazione).
Nomino mio rappresentante fiduciario mia moglie Antonella Ferrero e al raggiungimento della sua maggiore età mio figlio Leonardo Briano.
Queste mie volontà dovranno essere assolutamente rispettate dai medici che si prenderanno cura di me.[/blockquote]
[accordions] [accordion title=”Crediti” visible=”no”] Immagine del titolo: Butterfly in hand on grass – Fotografia di Romolo Tavani, Fotolia.com[/accordion][/accordions]
Credo che un esempio così lucido e coerente di come debba essere la “Buona Politica ” (semplice, chiara e al servizio del cittadino) meriti di essere messa in evidenza e condivisa. Complimenti Signor Sindaco!